Non solo la cimice asiatica: ecco le altre minacce al pero. l’irrigazione intelligente può aiutare?

da | Mar 25, 2020 | News

I coltivatori di pere non devono temere soltanto la cimice asiatica, ormai diventata vero e proprio flagello dell’agricoltura italiana. Preoccupano anche patogeni come lo Stemphylium vesicarium, agente causale della macu-latura bruna del pero, e diverse forme di funghi parassiti come l’Alternaria, che in questi ultimi anni stanno attaccando molti frutteti, specie nel ferrarese e nel modenese. Hanno un larghissimo raggio d’azione, attaccano pomacee e diverse orticole, e sono molto diffusi nei pereti. Non tutte le cultivar sono egualmente vulnerabili. Infatti Abate Fétel, Passa Crassana e Conference sono tra le più sensibili, Kaiser è suscettibile in modo moderato, mentre Williams non mostra sintomi.

SINTOMI

La presenza di prolungate bagnature contestualmente a un innalzamento delle temperature (18–23°C) creano le condizioni microclimatiche ottimali per il manifestarsi della maculatura bruna. Infatti il processo infettivo ha inizio dopo 8–10 ore di bagnatura; ecco perché, in questo caso, il monitoraggio agrometeorologico diventa fondamentale.
La presenza di prolungate bagnature contestualmente a un innalzamento delle temperature (18–23°C) creano le condizioni microclimatiche ottimali per il manifestarsi della maculatura bruna.

Sono colpiti da Stemphylium malattia tutti gli organi verdi della pianta, in particolare i frutti, sui quali la maculatura bruna determina lo sviluppo di aree marcescenti più o meno ampie, di colore bruno-scuro, spesso contornate da aloni rossastri se esposti al sole. L’infezione più grave può interessare l’80–90% del prodotto. Sulle foglie la malattia può comparire fin dal mese di aprile con macchie necrotiche di forma inizialmente circolare, che si allargano progressivamente fino a coinvolgere tutto il lembo fogliare. Il patogeno si conserva nelle foglie e nei frutti caduti a terra durante i mesi invernali, perciò risultano fondamentali le pratiche agronomiche per ridurre i residui in campo. I primi sintomi sui frutti compaiono di solito nel mese di maggio, su quelli appena formati, e continuano a manifestarsi fino alla raccolta.

L’Alternariosi, agente causale Alternaria alternata, si manifesta, di solito, verso fine stagione e molto spesso anche in post-raccolta, rappresentando nelle pere una grave fitopatia da conservazione, rendendo impossibile commercializzare il prodotto con grosse perdite. È considerato un fungo parassita, in quanto attacca frutti già lesionati (da altri funghi, colpi di sole, danni da freddo, etc…). Molto spesso elevati livelli di turgore dati da un’eccessiva umidità portano alla spaccatura della buccia, fornendo una via d’accesso al patogeno.
I sintomi visibili vanno da piccole ferite di 2–3 mm di diametro, fino a vere e proprie macchie ricoperte di ammassi di muffa nera. L’Alternaria, inoltre, si manifesta molto spesso anche in post-raccolta soprattutto in seguito a infezioni di Maculatura bruna in campo.

DIFESA

Nell’insorgere della malattia gioca un ruolo fondamentale l’irrigazione; in particolare prolungate bagnature sovrachioma favoriscono l’insorgenza di queste malattie fungine. L’irrigazione a pioggia può dunque determinare una bagnatura sufficientemente prolungata da provocare infezioni. Una localizza-zione dell’apporto irriguo, tramite ad es. impianti di micro-irrigazione, limita l’acqua esclusivamente al terreno, non intaccando la chioma.
Una localizzazione dell’apporto irriguo, tramite ad esempio impianti di micro-irrigazione, limita l’acqua esclusivamente al terreno, non intaccando la chioma.

Un’irrigazione controllata risulta di vitale importanza, soprattutto nelle condizioni più suscettibili come frutteti ubicati in zone umide, su terreni limosi o argillosi. In questi suoli tendenzialmente asfittici, infatti, le piante sottoposte a un’irrigazione eccessiva sono più deboli; pertanto irrigazioni eccessive e non mirate, oltre a facilitare la sopravvivenza del fungo, rendono le piante più vulnerabili in quanto interessate da stati di sofferenza vegetativa.

Il contenimento e la lotta sono comunque molto complessi, in quanto influenzati da diversi fattori agronomici, ambientali e biologici. Per quanto riguarda il contrasto a queste patologie, l’intervento con prodotti chimici risulta molto spesso necessario, ma non sembra in grado di garantire una protezione sufficiente; inoltre bisogna fare attenzione ai fenomeni di resistenza, che limitano l’impiego di prodotti fitosanitari.

Per ridurre il grado di suscettibilità delle piante è opportuno impostare un piano d’azione con idonee pratiche colturali; limitare il rigoglio vegetativo aumentando la penetrazione della luce e un adeguato arieggiamento attraverso concimazioni equilibrate (evitare eccessi di concimazione azotata), interventi di potature a verde e soprattutto adottando un’irrigazione localizzata rispetto a quella sovrachioma. Il cambio di modalità di distribuzione dell’acqua, da un sistema sovrachioma a un sistema a goccia, e una gestione più oculata dei turni di irrigazione limitando le ore di bagnatura, possono ridurre in modo significativo l’incidenza di questi patogeni.

Il cambio di modalità di distribuzione dell’acqua, da un sistema sovrachioma a un sistema a goccia, e una gestione più oculata dei turni di irrigazione limitando le ore di bagnatura, possono ridurre in modo significativo l’incidenza di questi patogeni.

Il ruolo dell’acqua è dunque evidente. Le esigenze di mercato, che impongono l’ottenimento di pezzature e produzioni sempre più elevate porta in molti casi a un uso spropositato delle risorse idriche, che rappresentano tuttavia un vettore di diffusione e di insediamento dei vari patogeni fungini. In ogni caso la prevenzione è, ad oggi, l’unico elemento certo che possa dare risultati, mentre l’utilizzo di modelli previsionali e di efficienti pratiche agronomiche, tra cui la corretta irrigazione, permettono di ridurre l’inoculo e quindi la sintomatologia sul frutto in conservazione.